Ieri il nostro Mahmoud ha preso parte alla rappresentazione teatrale, rivisitata, dell’opera Lisistrata, di Aristofane. In scena, il femminismo, l’integrazione, la pace come motore più forte della guerra. Una rappresentazione commovente e agrodolce, perché antica ma ancora così attuale, passata e presente al tempo stesso, lontana ma sempre più vicina. Ha aiutato a riflettere, a interrogarsi, a dimenticarsi che questo non è affare nostro. Lo vediamo noi, ogni giorno, nelle storie, nelle cicatrici sulla schiena dei nostri ragazzi, in occhi che hanno smesso di piangere.

E Mahmoud era lì, in scena, nonostante la lingua ancora straniera, nonostante l’imbarazzo, nonostante le persone davanti a lui che lo fissavano. Era lì, e ha riso.

Ed ad applaudirlo, c’erano Jessica, Sara, Ilaria ed Elisa (e qualche fazzolettino)